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IL BRAINSTORMING VUOTO E LA PANCIA PIENA

Ieri al Lab Coccadoro era giornata di brainstorming.
Se c’è la Moscocca (n.d.r. la scrivente Claudia Picciotto, storyteller), non è che si discuta esattamente di borse, pochette o collane. Piuttosto si è nel tentativo di illuminare la sottoscritta affinché le possa balenare nel cervello qualche idea da raccontare nel blog del sito.
Non che il materiale scarseggi, anzi abbonda. Per questo dovremmo dargli un ordine, stabilire priorità e anche escludere contenuti di troppo. Ma quando arrivi dalle Cocche non sai mai cosa ti aspetta.
La sera prima al telefono, mi hanno recitato il menù del pranzo e assicurato (STAI SERENA) che l’indomani dalle dieci e mezzo del mattino ci saremmo sedute tutte attorno ad un tavolo per definire la prossima linea editoriale.
Di fatto io sono arrivata con un carico di sfogliatelle che manco fossimo state in quindici e ho scoperto che qualcuno prima di me aveva un appuntamento con loro.
Vabbè, ma che ci fa, questione di attimi, non essere impaziente.

Quando il mio predecessore è andato via ho cercato di richiamare le signore attorno al tavolo da lavoro, ma loro, che in presenza dell’autorevole sconosciuto avevano finto una tiepida accoglienza nei confronti delle sfogliatelle, adesso erano sul sacchetto delle sfogline tipo muta di cani. Impossibile ricondurle al lavoro.
Finito di sbranare i dolcetti, ancora una volta ho fatto cenno alla riunione ma una era appena uscita per andare in farmacia, l’altra era intenta a bucare non so cosa, un’altra non spiccicava gli occhi dal monitor del suo pc che pareva che aveva davanti l’incantatore di serpenti e un’altra ancora faceva, amabilmente, finta di ascoltarmi.
Ma tutte, unanimi a dirmi: “Un attimo e siamo da te”.
Peccato che appena ho aperto il PC, toh guarda si era fatta l’ora di pranzo, anzi era già tardino perché erano quasi le tre e a nulla è valso il mio tentativo di impormi dicendo : IO NON MANGIO.
Nel frattempo Daniela si aggirava per il laboratorio dicendo, sostenendo la volontà delle piu’, che a stomaco vuoto non si riesce a pensare.
Così loro hanno apparecchiato la tavola si sono sedute e hanno pranzato mentre io con ostentata indignazione (in verità’ il burro delle sfogline mi aveva ricoperto tutte le pareti intestinali ed avevo un effetto bario nello stomaco) ho continuato a fare il mio lavoro.

Finito il pranzo, finalmente sono riuscita a farle sedere in circolo per discutere.
Ma è stato un attimo perché d’improvviso le ho viste scattare tutte in piedi ché si erano fatte le quattro del pomeriggio e dovevano allestire il set per l’intervista on line.
L’INTERVISTA ON LINE???
E in men che non si dica hanno spostato mobili, lumi, paralumi, costruito pareti divisorie e armato muri.
In capo a cinque minuti erano tutte e quattro, cani compresi davanti lo schermo del pc.
Io le ho guardate attonita.

Ovviamente non abbiamo generato alcun piano editoriale, ma di idee me ne hanno regalate tante.
Tipo, per il prossimo brainstorming so cosa devo fare: arrivare per prima, sottrargli tutti i devices, sequestrare sigarette e sabotare  gli attrezzi di lavoro, chiudere cucina e bagno e farci imprigionare da fuori si’ da non poter consentire loro alcuna via di fuga.
Ditemi se queste non sono un sacco di ottime idee.

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