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UN LIBRO PER OGNI BIBOT

Tutte le borse sono fatte per contenere almeno un libro.
Romanzo, saggio, libro di studio. Di qualsiasi cosa si tratti loro assolvono al loro compito con naturalezza implicita.
Insieme a rossetti e, da un po’ di tempo, gel disinfettanti allo stesso modo e con uguale amabilità da sempre  riescono a contenere il nostro libro del momento.

Le Bibot Coccadoro, ma non è un loro pregio esclusivo, le borse tutte, in generale, sono contenitori di bisogni e idee.
Oggi io proverò a fare un gioco: assegnerò a cinque Bibot (della nuova collezione) un libro (da contenere).
Lo farò  secondo quello che ciascuna di loro mi ha rimandato.
Ma è un gioco che potreste fare anche voi, oppure no.
Ma a ricordarsi di alcuni libri non si fa mai peccato.

  • Dentro una Bibot Levanzo metterei CENT’ANNI DI SOLITUDINE di Gabriel Garcia Marquez, perché mentre lo leggevo i colori che predominavano nella mia immaginazione erano proprio il verde e l’azzurro.
    E non chiedetemi il perché,  credo che sia stato il primo libro al quale abbia attribuito dei colori. La si potrebbe chiamare sinestesia, ma mi sembra un po’ troppo;
  • All’interno della Bibot Lampedusa poserei la STANZA DELLO SCIROCCO di Domenico Campana, perché i suoi colori mi fanno pensare alla nostra calda Sicilia, ai nostri venti di scirocco
    Gli stessi che Tomasi di Lampedusa ne Il Gattopardo ha tratteggiato senza calcare, con la punta sottile di una matita;
  • Dentro la Bibot Levanzo infilerei, senza troppo pensarci, HELGOLAND di Carlo Rovelli perché, pur essendo un libro sulla fisica quantistica, riesce a fare sognare e ragionare al contempo. Il grigio azzurro esprime un certo rigore scientifico ma ha anche il profondissimo respiro dei mari del nord;
  • FIABE DI MARE di Italo Calvino è  il libro che porterei con me nella mia Bibot Linosa.
    Sarà pure un libro di fiabe, ma Calvino riesce a raccontare il mare come pochi. Allo stesso modo sa narrare di granchi e visconti, di città più o meno invisibili e di tutto quello che la nostra immaginazione non è capace di intravedere;
  • La Bibot Selinunte mi ricorda un libro forte, la cui lettura non è scorrevole per tutti ma se vi si entra dentro il flusso ti trascina via dentro un vortice che ha segnato le vite di noi tutti.
    Il libro è  MOLTO FORTE, INCREDIBILMENTE VICINO.
    Il tema è l’attentato alle torri gemelle di New York raccontato attraverso gli occhi di un bambino.
    Per me è e resterà sempre un libro di crescita e speranza.

    Trovo che sia libri che borse siano imperdibili

 

Foto di Alfons Morales da Unsplush

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